{"id":14,"date":"2025-05-08T15:26:14","date_gmt":"2025-05-08T15:26:14","guid":{"rendered":"https:\/\/bioneurologos.it\/?p=14"},"modified":"2025-05-08T15:26:14","modified_gmt":"2025-05-08T15:26:14","slug":"alluminio-e-patologia-di-alzheimer-esiste-una-correlazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/2025\/05\/08\/alluminio-e-patologia-di-alzheimer-esiste-una-correlazione\/","title":{"rendered":"Alluminio e patologia di Alzheimer: esiste una correlazione?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">I disordini metabolici sono la causa di patologie cerebrali come le <strong><a href=\"https:\/\/www.microbiologiaitalia.it\/patologia\/malattie-neurodegenerative\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">malattie neurodegenerative<\/a><\/strong>. Tra queste rilevante \u00e8 la <strong>patologia di Alzheimer<\/strong>, <strong>la malattia neurodegenerativa pi\u00f9 diffusa tra gli anziani dei Paesi sviluppati<\/strong> (come Paesi europei, USA ed Australia). Questa malattia fu scoperta agli inizi del 1900 dal neurologo tedesco Alois Alzheimer. Dalla comparsa dei <a href=\"https:\/\/www.microbiologiaitalia.it\/patologia\/alzheimer-i-primi-sintomi-e-come-riconoscerli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">primi sintomi<\/a>, una progressiva compromissione di funzioni comportamentali e cognitive impatta negativamente sullo svolgimento delle comuni attivit\u00e0 quotidiane. L\u2019esordio precoce, ovvero prima dei 65 anni di et\u00e0, si osserva in meno del 10% dei pazienti che presentano questa patologia. Proseguendo con la lettura vedremo la correlazione tra l\u2019alluminio e la malattia di Alzheimer.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.microbiologiaitalia.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Cambiamenti_cerebrali_Alzheimer-1.jpg\" alt=\"Differenza tra emisfero cerebrale sano ed emisfero malato di malattia di Alzheimer (riduzione del volume cerebrale).\" class=\"wp-image-113961\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Figura 1 \u2013 Alterazioni dei neuroni e del parenchima cerebrale [Fonte: <a href=\"https:\/\/www.powerofpositivity.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.powerofpositivity.com\/<\/a>]<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>In generale, la tossicit\u00e0 cellulare che si riscontra in caso di malattia \u00e8 legata ad anomalie del metabolismo della singola cellula. Esse portano alla formazione di aggregati di \u03b2-amiloide (A\u03b2 \u2013 prodotto di degradazione anormale della proteina di membrana APP) e di grovigli neurofibrillari (derivanti dalla fosforilazione anomala della proteina Tau).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.microbiologiaitalia.it\/wp-content\/plugins\/the-moneytizer\/lazy-loading\/iframe-src-1.html\">https:\/\/www.microbiologiaitalia.it\/wp-content\/plugins\/the-moneytizer\/lazy-loading\/iframe-src-1.html<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Oltre al patrimonio genetico che pu\u00f2 predisporre allo sviluppo della patologia, anche lo stile di vita ha un impatto da non sottovalutare. Quest\u2019ultimo infatti prevede delle abitudini che possono essere modificate sulla base della conoscenza. Una <a href=\"https:\/\/www.microbiologiaitalia.it\/nutrizione\/fibre-alimentari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dieta sana<\/a>, regolare esercizio fisico aerobico e lo svolgimento di attivit\u00e0 ricreative come la lettura possono ridurre il rischio di malattia di Alzheimer.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-interazione-ambiente-uomo\">Interazione ambiente-uomo<\/h2>\n\n\n\n<p>Oltre ad essere presenti nella crosta terrestre, i metalli sono diffusi nella biosfera a causa di attivit\u00e0 antropiche. Questi elementi sono caratterizzati da un\u2019elevata stabilit\u00e0, solubilit\u00e0 nelle precipitazioni atmosferiche e capacit\u00e0 di essere assorbiti sia dagli organismi viventi, che dal suolo. L\u2019esposizione umana a questi composti \u00e8 in aumento, a causa del loro utilizzo in differenti applicazioni agricole, domestiche, industriali e tecnologiche. Le fonti comuni di metalli sono molteplici, tra le quali abbiamo le emissioni dei veicoli, i fertilizzanti, il legno trattato, le microplastiche e le vernici.<br>Le principali vie di esposizione umana comprendono inalazione, ingestione e contatto cutaneo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-metalli-nelle-nostre-cellule\">Metalli nelle nostre cellule<\/h3>\n\n\n\n<p>I <strong>metalli<\/strong> rappresentano una categoria di elementi chimici importanti per le funzioni cellulari dell\u2019uomo, sia in condizioni di buona salute che in condizioni patologiche. A livello fisiologico i metalli possono rappresentare nutrienti essenziali (ad esempio ferro e zinco), essere relativamente innocui, seppur in quantit\u00e0 limitate (argento), od addirittura rivelarsi tossici (alluminio, cadmio e piombo).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.microbiologiaitalia.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Metalli_nellorganismo.jpg\" alt=\"Elementi essenziali per il corretto funzionamento fisiologico dell'organismo ed elementi tossici.\" title=\"Metalli_nellorganismo\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Figura 2 \u2013 Elementi chimici essenziali e non essenziali [Fonte: <a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/<\/a>]<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>I <strong>metalli non essenziali<\/strong> inducono tossicit\u00e0 sistemica, provocando danni a pi\u00f9 organi, anche a livelli pi\u00f9 bassi di esposizione. In particolare, l\u2019evidenza suggerisce che la <strong>disregolazione nell\u2019omeostasi<\/strong> dei metalli essenziali e l\u2019esposizione a metalli non essenziali hanno un impatto significativo sulla patogenesi della malattia di Alzheimer.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-alluminio-e-alzheimer\">Alluminio e Alzheimer<\/h3>\n\n\n\n<p>In grado di attraversare la barriera ematoencefalica (barriera chimico-fisica che protegge il cervello), l\u2019alluminio rappresenta una <strong>neurotossina<\/strong> che interferisce con molti processi cellulari nel cervello dei mammiferi. Tra i vari processi coinvolti abbiamo la sintesi di neurotrasmettitori, la trasmissione sinaptica e le risposte infiammatorie. L\u2019alluminio rappresenta quindi un elemento che porta ad uno squilibrio di segnalazione che disturba la funzione cerebrale.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, per quanto riguarda la correlazione tra alluminio e malattia di Alzheimer, \u00e8 stato visto che A\u03b2 accoppiato con alluminio \u00e8 pi\u00f9 tossico di A\u03b2 stesso poich\u00e8 causa la rottura della membrana e la perturbazione dell\u2019omeostasi neurale dello ione calcio e della respirazione mitocondriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo metallo viene assorbito preferenzialmente dalle cellule gliali che portano a sintesi di citochine infiammatorie. Neuroni e cellule gliali muoiono per apoptosi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-si-puo-intervenire\">Come si pu\u00f2 intervenire?<\/h3>\n\n\n\n<p>Lo studio <em>Sfide associate alla terapia di chelazione dei metalli nella malattia di Alzheimer <\/em>(2009) ha messo in evidenza la <strong>chelazione dell\u2019alluminio come potenziale terapia<\/strong> per la malattia di Alzheimer. La deferoxamina, un chelante di alluminio e ferro, si accoppia con il metallo considerato e ne riduce la tossicit\u00e0, dimostrando di attenuare il declino cognitivo nei pazienti con questa patologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante non vi sia alcun effetto preventivo, il trattamento con i chelanti dell\u2019alluminio potrebbe ridurre al minimo gli effetti neurodegenerativi che questo elemento causa nei pazienti con esposizione nota per tutto il corso della vita.<br>\u00a0<br>Oltre questo trattamento mirato, <strong>nella vita di tutti i giorni<\/strong> possiamo prestare attenzione all\u2019utilizzo di materiali di alluminio. Utensili, fogli d\u2019alluminio e pentole, vengono utilizzate in cucina ancora oggi. Pi\u00f9 in generale per ridurre l\u2019esposizione ai metalli pesanti si potrebbe evitare di utilizzare prodotti chimici per la pulizia degli ambienti; si consiglia di consumare alimenti provenienti da diverse zone geografiche, in modo da ridurre statisticamente rischi di intossicazione acuta e di fare attenzione ai cosmetici che si ha intenzione di comprare (in quanto alcuni contengono proprio questi dannosi elementi).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fonti\">Fonti<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/bioradar.net\/econews\/metalli-tossici-cosa-sono-come-evitarli-e-come-combatterli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/bioradar.net\/econews\/metalli-tossici-cosa-sono-come-evitarli-e-come-combatterli\/<\/a>;<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.humanitas.it\/malattie\/alzheimer\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.humanitas.it\/malattie\/alzheimer\/<\/a>;<\/li>\n\n\n\n<li>Huat TJ, Camats-Perna J, Newcombe EA, Valmas N, Kitazawa M, Medeiros R. Metal Toxicity Links to Alzheimer&#8217;s Disease and Neuroinflammation. J Mol Biol. 2019 Apr 19;431(9):1843-1868. doi: 10.1016\/j.jmb.2019.01.018. Epub 2019 Jan 18. PMID: 30664867; PMCID: PMC6475603;<\/li>\n\n\n\n<li>Kumar A, Sidhu J, Lui F, Tsao JW. Alzheimer Disease. 2024 Feb 12. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan\u2013. PMID: 29763097.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-crediti-immagini\">Crediti immagini<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Immagine in evidenza e figura 1: <a href=\"https:\/\/cdn.powerofpositivity.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/The-5-Stages-of-Alzheimers-Disease.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/cdn.powerofpositivity.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/The-5-Stages-of-Alzheimers-Disease.jpg<\/a>;<\/li>\n\n\n\n<li>Figura 2: <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC6475603\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Metal Toxicity Links to Alzheimer\u2019s Disease and Neuroinflammation \u2013 PMC (nih.gov)<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I disordini metabolici sono la causa di patologie cerebrali come le malattie neurodegenerative. Tra queste rilevante \u00e8 la patologia di Alzheimer, la malattia neurodegenerativa pi\u00f9 diffusa tra gli anziani dei Paesi sviluppati (come Paesi europei, USA ed Australia). Questa malattia fu scoperta agli inizi del 1900 dal neurologo tedesco Alois Alzheimer. 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