{"id":51,"date":"2025-05-11T08:31:29","date_gmt":"2025-05-11T08:31:29","guid":{"rendered":"https:\/\/bioneurologos.it\/?p=51"},"modified":"2025-05-11T08:31:29","modified_gmt":"2025-05-11T08:31:29","slug":"differente-suscettibilita-alle-influenze-ambientali-i-bambini-e-gli-adulti-orchidea-ed-i-geni-della-plasticita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/2025\/05\/11\/differente-suscettibilita-alle-influenze-ambientali-i-bambini-e-gli-adulti-orchidea-ed-i-geni-della-plasticita\/","title":{"rendered":"Differente suscettibilit\u00e0 alle influenze ambientali: i bambini (e gli adulti) orchidea ed i geni della plasticit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel presente articolo faremo riferimento agli <strong>adulti<\/strong> ed ai <strong>bambini orchidea<\/strong> ed alle caratteristiche che li contraddistinguono.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esposizione alle avversit\u00e0 ambientali pone l\u2019essere umano sin dall\u2019infanzia ad un rischio elevato di sviluppare problemi cognitivi, emotivi, sociali ma anche relativi alla salute fisica.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni diverse linee di ricerca hanno esplorato l\u2019interazione tra contesto ambientale, fenotipi e genotipi, atta a modellare differentemente lo sviluppo umano. Proprio riguardo l\u2019interazione gene-ambiente, nell\u2019ambito della <a href=\"https:\/\/www.microbiologiaitalia.it\/psicologia\/la-salute-mentale-e-la-sua-gestione\/\">salute mentale<\/a>, in particolare nell\u2019eziologia e nel ruolo della genetica, gli studi si sono concentrati sui legami diretti tra particolari polimorfismi e peculiari disturbi, e la vulnerabilit\u00e0 genetica alle avversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-adulti-e-bambini-orchidea-chi-sono\">Adulti e bambini orchidea: chi sono?<\/h3>\n\n\n\n<p>Basandosi sulla teoria di Boyce ed Ellis riguardo la sensibilit\u00e0 biologica al contesto, gli adulti ed i bambini orchidea sono caratterizzati da un\u2019<strong>elevata suscettibilit\u00e0<\/strong>. La sopravvivenza e fioritura di un individuo sensibile alle condizioni ambientali sono intimamente legate, proprio come il fiore dal quale prendono il nome, all\u2019ambiente nutritivo o trascurante in cui si trova. In condizioni di abbandono, l\u2019orchidea velocemente perisce, mentre in condizioni di nutrimento e sostegno diviene un fiore di insolita delicatezza e bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attuale teoria concettualizza i fenotipi altamente reattivi come i bambini orchidea, i quali non sono adattabili a un\u2019ampia gamma di ambienti di crescita, ma che tendono ad avere successo soprattutto in condizioni di elevate risorse sociali e di sostegno.<\/p>\n\n\n\n<p>I bambini privi di questa elevata suscettibilit\u00e0 al contesto sono definiti bambini dente di leone.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conservazione-evolutiva-degli-adulti-e-bambini-orchidea\">Conservazione evolutiva degli adulti e bambini orchidea<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Risposte neurali e neuroendocrine periferiche<\/strong> costituiscono un insieme elaborato ma altamente coordinato, seppur filogeneticamente primitivo, che caratterizza la reattivit\u00e0 biologica ai fattori di stress psicologico. Diverse osservazioni mettono in discussione le conseguenze potenzialmente dannose legate all\u2019alta reattivit\u00e0. Esse, anzi, suggeriscono che i suoi effetti protettivi all\u2019interno di specifiche ecologie di sviluppo potrebbero spiegare la conservazione di tale variazione fenotipica nella storia evolutiva.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-principali-studi-di-riferimento\">Principali studi di riferimento<\/h3>\n\n\n\n<p>Svariati sono i lavori scientifici sul tema, ma possiamo concentrarci principalmente sui seguenti quattro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2005 Boyce ed Ellis hanno indagato la reattivit\u00e0 biologica ai fattori di stress psicologico ed il ruolo che l\u2019esperienza evolutiva gioca con le avversit\u00e0 precoci, influenzando gli effetti combinati verso un profilo di <strong>reattivit\u00e0 accentuata o prolungata<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo tre anni dopo, uno studio ha portato evidenze su come l<strong>a cura materna della prole ne influenzi le prestazioni cognitive e la reattivit\u00e0 allo stress<\/strong>. In particolare sono stati analizzati in cuccioli di ratto gli aspetti morfologici, elettrofisiologici (attivit\u00e0 neuronale) e comportamentali legati alla <a href=\"https:\/\/bioneurologos.it\/wp-admin\/post.php?post=37&amp;action=edit\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/bioneurologos.it\/wp-admin\/post.php?post=37&amp;action=edit\">plasticit\u00e0 sinaptica dell\u2019ippocampo<\/a> in condizioni basali e stressanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Una pubblicazione del 2011 delinea le caratteristiche della prospettiva che attualmente risulta essere dominante riguardo la fragilit\u00e0 dell\u2019essere umano in base al rischio ambientale: diatesi stress\/duplice rischio. Essa presenta la necessit\u00e0 di un cambiamento di paradigma nel modo in cui concettualizziamo le interazioni tra persona ed ambiente nello sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno studio del 2014, contrariamente al pensiero prevalente, sostiene che <strong>i polimorfismi selezionati dovrebbero essere associati alla plasticit\u00e0<\/strong> piuttosto che concettualizzati come geni di \u201cvulnerabilit\u00e0\u201d. Questo approccio rende gli individui pi\u00f9 propensi a sviluppare disturbi mentali in condizioni avverse, ma maggiormente beneficiari in presenza di condizioni favorevoli.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-vecchia-e-nuova-prospettiva-a-confronto\">Vecchia e nuova prospettiva a confronto<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019ipotesi secondo cui gli individui resilienti e vulnerabili si sviluppano in modo differente principalmente in condizioni di stress ambientale \u00e8 il punto centrale della visione diatesi-stress.<\/p>\n\n\n\n<p>Una nuova prospettiva sostiene che gli ambienti avversi, ma anche quelli favorevoli, hanno caratterizzato l\u2019esperienza umana nel corso della nostra storia evolutiva ed i sistemi di sviluppo modellati dalla selezione naturale rispondono in modo adattivo ad entrambe le tipologie di contesto. Secondo questa visione, quindi, quando le persone sono sottoposte ad ambienti stressanti, questo stesso contesto non disturba il loro sviluppo ma le indirizza verso strategie adattive in ambiente sfavorevole. Ci\u00f2 si verifica anche se le stesse si rivelano dannose in termini di benessere per lungo periodo per l\u2019individuo oppure per la societ\u00e0 nel suo complesso.<\/p>\n\n\n\n<p>A riguardo, un esempio significativo si basa sul lavoro sperimentale su ratti condotto da Meaney e dai suoi colleghi. Loro hanno dimostrato come le cure materne di scarsa qualit\u00e0 (che si riflettono in scarsi livelli di grooming) alterano la fisiologia associata allo stress e la morfologia cerebrale nei cuccioli. Sebbene questi cambiamenti possano apparire maggiormente svantaggiosi (i quali comportano, ad esempio, livelli di corticosterone maggiori, rami dendritici pi\u00f9 corti e minore densit\u00e0 delle spine nei neuroni dell\u2019ippocampo), in realt\u00e0 migliorano i processi di apprendimento e memoria in condizioni stressanti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.microbiologiaitalia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/dendritic_in_CA1.jpeg\" alt=\"bambini orchidea\" class=\"wp-image-235336\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 1 \u2013 <em>Analisi morfologica quantitativa della lunghezza -A- e delle spine dendritiche -B- di neuroni piramidali CA1 <\/em>[Champagne et al., 2008; <a href=\"https:\/\/www.jneurosci.org\/content\/jneuro\/28\/23\/6037\/F2.large.jpg\">https:\/\/www.jneurosci.org\/content\/jneuro\/28\/23\/6037\/F2.large.jpg<\/a>]<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-geni-di-vulnerabilita-o-della-plasticita\">Geni di vulnerabilit\u00e0 o della plasticit\u00e0?<\/h3>\n\n\n\n<p>Negli studi genetici in psichiatria, il gene trasportatore della serotonina 5-HTTLPR, ed il gene per il recettore della dopamina, DRD4, sono tendenzialmente considerati \u201cgeni di vulnerabilit\u00e0\u201d. Di fronte alle avversit\u00e0, predisporrebbero rispettivamente alla depressione ed al deficit di attenzione\/iperattivit\u00e0 (ADHD). Molte prove indicano che potrebbero essere meglio considerati come \u201cgeni della plasticit\u00e0\u201d. Questi rendono i portatori dei presunti alleli di rischio particolarmente suscettibili alle influenze ambientali, sia nel bene che nel male.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri polimorfismi ben studiati possono funzionare come fattori di plasticit\u00e0, ad esempio il fattore neurotrofico cerebrale BDNF e le monoammino-ossidasi A MAO-A.<\/p>\n\n\n\n<p>BDNF: Brain-Derived Neurotrophic Factor; MAO-A: Monoamine Oxidase A.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni<\/h3>\n\n\n\n<p>Una prospettiva evolutiva ci permette di apprezzare i benefici ma anche i costi della plasticit\u00e0 dello sviluppo, conseguentemente anche il motivo per cui gli individui varierebbero nella loro suscettibilit\u00e0 alle influenze ambientali. Quest\u2019ottica permette di scoprire che <strong>le persone particolarmente vulnerabili alle avversit\u00e0<\/strong> a causa della loro genetica <strong>beneficiano in modo sproporzionato delle esperienze di supporto<\/strong>, proprio per gli stessi fattori genetici.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimane ancora molto da imparare sul motivo e in quali circostanze i fattori genetici agiscono come fattori di plasticit\u00e0 piuttosto che di vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ulteriori conoscenze sulle <strong>cause e conseguenze<\/strong> della reattivit\u00e0 dei bambini orchidea allo stress permetterebbero di avere ambienti pi\u00f9 ricchi e protettivi in cui i maggiormente sensibili possano crescere in modo coerente rispetto alle loro peculiarit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-fonti\">Fonti:<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/pmc.ncbi.nlm.nih.gov\/articles\/PMC3918028\/\">Belsky J, Hartman S. Gene-environment interaction in evolutionary perspective: differential susceptibility to environmental influences. World Psychiatry. 2014 Feb;13(1):87-9. doi: 10.1002\/wps.20092. PMID: 24497257; PMCID: PMC3918028<\/a>;<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.jneurosci.org\/content\/28\/23\/6037\">Champagne DL, Bagot RC, van Hasselt F, Ramakers G, Meaney MJ, de Kloet ER, Jo\u00ebls M, Krugers H. Maternal care and hippocampal plasticity: evidence for experience-dependent structural plasticity, altered synaptic functioning, and differential responsiveness to glucocorticoids and stress. J Neurosci. 2008 Jun 4;28(23):6037-45. doi: 10.1523\/JNEUROSCI.0526-08.2008. PMID: 18524909; PMCID: PMC6670331<\/a>;<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.cambridge.org\/core\/journals\/development-and-psychopathology\/article\/abs\/differential-susceptibility-to-the-environment-an-evolutionaryneurodevelopmental-theory\/721733A3D8F132B483E69DD1DA4255B2\">Ellis BJ, Boyce WT, Belsky J, Bakermans-Kranenburg MJ, van Ijzendoorn MH. Differential susceptibility to the environment: An evolutionary\u2013neurodevelopmental theory. <em>Development and Psychopathology<\/em>. 2011;23(1):7-28. doi:10.1017\/S0954579410000611<\/a>;<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.cambridge.org\/core\/journals\/development-and-psychopathology\/article\/beyond-orchids-and-dandelions-susceptibility-to-environmental-influences-is-not-bimodal\/4ADAF88C7F63FF2C2CDE99880943C3B7\">Zhang X, Widaman K, Belsky J. Beyond orchids and dandelions: Susceptibility to environmental influences is not bimodal. <em>Development and Psychopathology<\/em>. 2023;35(1):191-203. doi:10.1017\/S0954579421000821<\/a>;<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/7020822_Biological_sensitivity_to_context_I_An_evolutionary-developmental_theory_of_the_origins_and_functions_of_stress_reactivity\">Boyce WT, Ellis BJ. Biological sensitivity to context: I. An evolutionary-developmental theory of the origins and functions of stress reactivity. Dev Psychopathol. 2005 Spring;17(2):271-301. doi: 10.1017\/s0954579405050145. PMID: 16761546.<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-crediti-immagine\">Crediti immagine:<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Immagine in evidenza: <a href=\"https:\/\/www.fashiontimes.it\/wp-content\/uploads\/media\/2021\/02\/orchidea-significato-1536x1024.jpg\">https:\/\/www.fashiontimes.it\/wp-content\/uploads\/media\/2021\/02\/orchidea-significato-1536\u00d71024.jpg<\/a>;<\/li>\n\n\n\n<li>Figura 1: <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/core\/lw\/2.0\/html\/tileshop_pmc\/tileshop_pmc_inline.html?title=Click%20on%20image%20to%20zoom&amp;p=PMC3&amp;id=6670331_zns0230849140002.jpg\">https:\/\/www.jneurosci.org\/content\/jneuro\/28\/23\/6037\/F2.large.jpg<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel presente articolo faremo riferimento agli adulti ed ai bambini orchidea ed alle caratteristiche che li contraddistinguono. L\u2019esposizione alle avversit\u00e0 ambientali pone l\u2019essere umano sin dall\u2019infanzia ad un rischio elevato di sviluppare problemi cognitivi, emotivi, sociali ma anche relativi alla salute fisica. Negli ultimi anni diverse linee di ricerca hanno esplorato l\u2019interazione tra contesto ambientale,<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":53,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,8,19],"tags":[5,10,20],"class_list":["post-51","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-neurobiologia","category-neuroscienze","category-psicologia","tag-neurobiology","tag-neuroscience","tag-psycology"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52,"href":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51\/revisions\/52"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/53"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/bioneurologos.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}